martedì 15 luglio 2008

Una ventata di ottimismo



I precedenti post sugli scenari mondiali sono di un pessimismo cupo, troppo cupo anche per me.
Perciò voglio dedicare questo post ad un'invenzione ingegnosa e veramente futuristica che se anche non riuscisse a risolvere il deficit energetico, trasformerebbe il picco del petrolio in una discesina di pianura: il Kite-Gen.

Noi italiani si sa, siamo persone che si sanno arrangiare con quello che hanno e mentre gli americani spendevano fior di denaro per creare il motore ad idrogetto per viaggiare nei bassi fondali, i nostri pescatori proteggevano dagli scogli le eliche dei loro gozzi con una semplice intelaiatura di legno.

Quindi, mentre altrove si studiano centrali a fusione nucleare, pronte tra 20/30 anni , Massimo Ippolito del Politecnico di Torino se n'è uscito con un'idea che permetterebbe di produrre molto, con poco.

Il Kite-Gen è l'oggetto in questione.

Come funziona?

A terra, o meglio ancora in mare dove c'è molto vento, viene posto un anello rotante di diametro variabile (un anello di 25Km installabile in mare fornirebbe 60GW di elettricità!) in pratica una grossa dinamo. Questo generatore viene messo in rotazione da una serie di aquiloni ad alta quota (troposfera) ancorati alla parte mobile per mezzo di cavi sofisticati. Il vento presente in maniera costante in alta quota manterrebbe in continua rotazione l'anello generando elettricità in modo totalmente ecologico.
Per quanto possa essere in grado di descriverlo, un immagine vale più di mille parole:



Gli aquiloni naturalmente non sarebbero quelli della Standa, ma evoluti profili alari: il cavo di ancoraggio è percorso da un fascio di fibre ottiche che trasporta le informazioni di posizione dalle centraline degli "aquiloni" alla base; qui il sistema di controllo automatico elabora i dati ricevuti da ogni singolo aquilone per riorientarlo nella maniera migliore.

Un sistema geniale, semplice nell'intuizione anche se piuttosto complesso da realizzare.

L'estate scorsa è stato provato un prototipo che ha fornito dati soddisfacenti in linea con le simulazioni.

Quest'anno l'ENAC (Enta Nazionale Aviazione Civile) ha delimitato uno spazio aereo sul luogo di test del Kite-Gen, chiamato KSU1.
Le cose si fanno interessanti.

Restiamo in attesa di ulteriori sviluppi, e speriamo che l'Unione Europea (allo Stato Italiano nemmeno ci penso) ritenga opportuno investire in questo sistema, che potrebbe essere messo in funzione nella prima parte della discesa del picco petrolifero, appena in tempo.

Un plauso è d'obbligo per questi ricercatori, che scelgono di restare qui nel nostro Paese per fare ricerche, quando altrove potrebbero farlo con più fondi, meno scetticismo e meno idiozia politica(vedi il nucleare "pulito" bipartisan.

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