giovedì 3 luglio 2008

La tempesta invisibile



C'è talmente tanto marasma in giro che non so davvero di cosa parlare, sembra che gli avvenimenti ultimamente facciano a gara per il titolo di peggiore.
A questo punto, conviene una visione dall'alto: prendiamo un razzo e saliamo sempre più su, solleviamoci dalla nostra città, dal nostro Paese su su oltre le nubi sino a vedere il globo terracqueo nella sua interezza.

Ruota pacifico nell'oscurità dello spazio, non si direbbe che nubi e lampi di una tempesta invisibile lo stanno sconquassando come ad avvisarlo dell'arrivo di qualcosa di sconvolgente.
Perché invisibile?

Perché è una tempesta che non è scatenata da cataclismi naturali ma dall'avidità e dall'ingordigia umana: sto parlando dell'economia.

In questo post dell'anno passato del quale un po mi sentivo in colpa per l'eccessivo pessimismo direi oggi di averci azzeccato.
Partiamo allora proprio dal "continente contrappeso": gli USA da novembre(data del post) ad oggi non hanno fatto altro che peggiorare, con il dollaro in caduta libera e la contrazione del "mercato del debito".
La bolla immobiliare americana è esplosa non con un plop, ma con un enorme BANG! Le case vengono date via col 2x1 mentre i pignoramenti aumentano in maniera esponenziale.
L'industria automobilistica è in crisi con cali delle vendite del 28% (GMC) ed impossibilitata a vendere con i finanziamenti a causa delle banche che dovrebbero erogare i prestiti esposte a rischio fallimento.

La Federal Reserve adesso deve risolvere un dilemma mica da ridere, ovvero deve decidere come comportarsi riguardo ai tassi di interesse, oggi al 2%: o vengono alzati per stabilizzare la moneta, ed allora gli Usa si troveranno con un piede sopra un immenso baratro finanziario, economico e sociale oppure vengono mantenuti bassi, con la certezza di un forte deprezzamento del dollaro.

Essendo il dollaro la moneta di scambio del pianeta (es: petroldollari)ormai dalla fine della seconda Guerra Mondiale, i mercati globali si troveranno a breve, se non già oggi, a fare i conti con una valuta fortemente penalizzante.

Non si sa come il mercato reagirà.

A livello commerciale, ci saranno cambiamenti radicali: le esportazioni verso gli USA caleranno drasticamente a causa del suddetto dollaro deprezzato (le stime danno il dollaro a 1.75 contro 1€ verso la fine dell'anno) indebolendo le economie degli altri Paesi. Il prezzo del petrolio, che proprio ieri ha raggiunto i 145€ al barile darà il colpo di grazia.

Sempre il caro-petrolio ucciderà per asfissia o meglio, per disidratazione, la tanto amata-odiata globalizzazione: i prezzi di trasporto vanificheranno i vantaggi della delocalizzazione delle imprese , quindi addio alle follie dell'economia piegata a se stessa e non ai bisogni dell'uomo: mi riferisco a quegli stratagemmi contrari al buonsenso che per abbassare i prezzi di un prodotto lo producono in Europa, lo lavorano in Cina, lo inscatolano in Brasile e lo riportano indietro (è un esempio inventato, ma molto vicino alla realtà).

Torneremo a produrci da noi le nostre merci.

Se tutto continua su questa via, anche l'Europa non se le passerà bene: ci sarà una netta divisione tra i paesi affaticati (recessione) e quelli che arrancano.
L'Italia, inevitabilmente finirà in recessione insieme ad altri paesi "periferici" dell'Unione, mentre altri paesi rallenteranno solamente. Questo sottoporrà l'Euro-moneta ad uno stiramento eccessivo con effetti imprevedibili.
Lo tsunami subprime intanto sta continuando la sua corsa ben oltre le "coste" dell'Europa: Trichet dalla BCE rialzerà a breve i tassi degli interessi di altri 0.25 punti percentuali, ciò influirà negativamente sui consumi della massa e sull'aumento del numero di pignoramenti.
Le spese per cose futili si smorzeranno, per lasciare il posto a quelle per il cibo ed i bisogni primari.

Per concludere in bellezza, esiste la possibilità del colpo di grazia all'intero sistema economico-sociale del pianeta: l'attacco all'Iran, ipotesi ventilata dagli USA ed Israele per questo mese o per Ottobre 2008.
L'Iran è il 4° in ordine di importanza tra i paesi fornitori di petrolio: è facile prevedere cosa succederà al prezzo del petrolio per via delle speculazioni finanziarie e delle scelte politiche Iraniane (quasi certamente chiuderebbe i rubinetti delle esportazioni di greggio): i prezzi leviterebbero a 300 o persino 400 dollari al barile. A quel punto sarebbe il tracollo di tutto il sistema mondiale.

A questo punto, siccome mi piace lavorare di fantasia, ipotizzo quello che potrebbe venire dopo.
Attenzione, da qui in poi non esistono dati reali: sono mie speculazioni molto pessimistiche e spero di sbagliarmi.

Tutto la teoria si basa sul perdurare delle condizioni economiche negative e del prezzo del greggio alle stelle.
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Il primo, evidentissimo effetto del prezzo del greggio sarà il panico per accaparrarsi la benzina con l'assalto ai distributori come accade durante gli scioperi dei benzinai.
Gli Stati vareranno misure di emergenza e razionamento dirottando il poco greggio rimasto per il mantenimento dei servizi basilari quali centrali termoelettriche e servizi di riscaldamento.
Mera illusione: i prezzi diventeranno immediatamente esorbitanti per la legge della domanda e dell'offerta, compariranno sempre più biciclette: la gente stremata dal caro vita o peggio strangolata dai mutui, sarà costretta ad abbandonare l'auto per strada o tenterà di rivenderla. In una situazione simile un'auto varrebbe poco più di niente essendo praticamente inutilizzabile. I trasporti aerei saranno un ricordo del passato

I prezzi di elettricità e riscaldamento raggiungeranno picchi elevatissimi. I più poveri non avranno di che riscaldarsi. L'economia del pianeta è morta: fabbriche di beni secondari (auto, hi-tech e simili) chiuderanno i battenti. Centri commerciali e super/ipermercati non avranno più motivo di esistere: quelli fuori dalle città diventeranno cattedrali nel deserto, dei ricoveri per i numerosi senzatetto che seguiranno la massificata disoccupazione e l'esplosione incontrollata dei pignoramenti.

Gli Stati cercheranno di garantire l'ordine con esercito e polizia.

Il totale deprezzamento dei beni importanti come le case (a seguito dell'implosione del mercato immobiliare) e le auto (per i motivi sopra citati) lascerà le banche con beni materiali di valori bassissimi a risarcimento(pignoramento) dei numerosi presti insoluti dei clienti e falliranno rapidamente. I soldi dei loro correntisti non esisteranno più.

Sarà il ritorno totale all'autarchia: frutta carne e verdura la forniranno i contadini delle campagne circostanti, rinascerà l'industria del tessile ed il fai da te.
Il consumismo sarà una parola dimenticata.

La fame e la disperazione renderà aggressiva una buona fetta di popolazione: ci saranno scontri violenti per conquistare un po di cibo. I suicidi aumenteranno di numero.

Sarà una fase di durata indefinita, passata la quale si potrà vedere lo spiraglio di una luce di un nuovo assetto finanziario. Il petrolio probabilmente tornerà a valori bassissimi o meglio ancora sarà abbandonato in virtù di nuove fonti di energia.
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Catastrofista o troppo ottimista?
Basteranno 6 mesi per saperlo.


Fonti:

Effedieffe1
Effedieffe2
Europe2020

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