lunedì 7 luglio 2008

Verso la catastrofe, con ottimismo



Titolo il post con la frase preferita del buon Grillo.
Vado subito al sodo, senza tanti preamboli:
Questa civiltà ha chiuso.
Le cose cambieranno, se in bene o in male lo decideremo con le nostre mani

Perché dico questo? Sono forse impazzito? Non credo.
Andiamo con ordine.

Con i miei post precedenti (link1 e link2) avevo già fatto un riassunto della scena mondiale. Invito a leggerli per poi proseguire con la lettura di questo post.

Come molti sapranno, esiste un modello matematico che predice in modo preciso l'andamento dei prezzi del petrolio negli anni: mi riferisco al modello di Hubbert.
Detto in due parole (ma consiglio di leggere il link a wikipedia dove è descritto in maniera dettagliata) la disponibilità del petrolio segue un andamento a campana: si parte da zero, ovvero l'inizio dell'era del petrolio, si arriva al culmine delle attività estrattive, il famoso picco, per poi iniziare una fase di discesa delle estrazioni più o meno ripida.

Quindi attenzione: non viene predetta la fine del petrolio, probabilmente ce n'è ancora per anni ed anni, ma bensì la fine della convenienza dell'estrazione, ovvero quando il prezzo di estrazione supererà il guadagno del greggio estratto.

Con tale modello egli predisse nel 1956 la crisi petrolifera che si sarebbe verificata 20 anni dopo con agghiacciante precisione.

Eppure siamo ancora qui con le auto a benzina, Hubbert s'è sbagliato!
Direte voi.

Le cose non stanno esattamente così e spiego perché: Hubbert calcolò il picco usando come riferimento le attività estrattive sul suolo americano (USA). Difatti da allora l'attività estrattiva del continente è solo nominale.

Veniamo a noi uomini del XXI° secolo.
Questo è il grafico della situazione attuale e futura:



come noterete ci stiamo avvicinando al picco molto rapidamente: dal 2010 in poi sarà tutta discesa.
Per alcuni invece il picco è stato raggiunto l'anno scorso..

Ma i petrolieri dicono che ne avremo per altri 40 anni e passa!
Obietterete.

Appunto: "i petrolieri" - "dicono".

I dati sono gonfiati, da anni.
Le Sette Sorelle hanno perfino corrotto le agenzie ambientaliste (manca link) per falsare i dati sul riscaldamento globale.

Che interesse avrebbero a dire che la loro egemonia sul trasporto, le industrie, l'agricoltura, i governi e qualsiasi macchina necessiti di benzina sta per finire?

Ammettendo anche la loro buonafede nelle statistiche, probabilmente si sono "dimenticati" di aggiornare le stime della crescita annua di richiesta del greggio con i dati dei paesi emergenti come Cina ed India che ora sono affamati di petrolio.
Il periodo incerto che stiamo vivendo ahimè è solo l'anteprima.

Ma allora che succederà quando saremo in piena crisi?

Non è difficile immaginarlo: improvvisamente tutto costerà carissimo, i trasporti si fermeranno. L'automobile come la conosciamo finirà nei libri di storia insieme alla globalizzazione ed al consumismo.

Cosa verrà dopo?

Non lo so.
Potrebbe essere un periodo terribile come il più bello dei doni della Terra, ma dipende esclusivamente da noi.
Molto dipende anche a come verrà gestita la fase di discesa: un crollo verticale avrebbe effetti catastrofici con masse di persone ridotte alla fame mentre una discesa dolce ci darebbe tutto il tempo per disabituarci al petrolio e a scivolare dolcemente nelle energie alternative.

Ci abitueremo al cambiamento che volenti o nolenti saremo costretti ad affrontare?

Tutto sommato credo di si, del resto l'uomo nella Storia si è rivelato nonostante le apparenze, con la pellaccia dura.

Fonte Grafico: ASPO Italia

5 commenti:

Giancarlo ha detto...

Ho letto tutto, sia il post che i tuoi due interventi più datati .
La tua l'ho trovata una analisi abbastanza coerente e tuttaltro che improbabile.
Come ha detto lo scrittore Massimo Fini in occasione del V day, cercando di dare una risposta al famoso quesito: "Dove stà andando il Mondo e dove ci porterà?", questo sistema, trova sempre più fondamento nella falsità e nella speculazione e per tanto è fatalmente destinato prima o poi a fallire.
Aggiungeva che non sarà la sua generazione e forse nemmeno la prossima a vederne la fine ma forse già quella successiva o quella dopo avranno questo "privilegio".
Fini non si è sbilanciato a pronosticare sui "dettagli" degli scenari e nemmeno su cosa ci sarebbe stato dopo.
Come nella tua analisi diceva che, questo dipenderà dalle nostre scelte future.
G.Gaber in una delle sue ultime straordinarie (non so se sia riduttivo o meno definirle canzoni) parlava dell'Uomo
... se ci fosse un uomo.
Immaginava un futuro nuovo Rinascimento da questo nostro "nuovo medioevo" destinato a finire , immaginando ottimisticamente ma direi sensatamente un ritorno al pensiero , oggi perduto nei decimali del PIL, che potesse riportare L'Uomo al centro del Mondo ma non in senso egoistico e prepotente ma conpartecipe all'ambiente e ad un'etica che lo vede liberato dalle religioni pur mantenendo un preponderante "senso religioso" nella accezione vera del termine . Religere= unire, trovare una associazione attraverso virtute e conoscienza.
La tua analisi per quanto cruda l'ho trovata molto sincera e anche coraggioso è stato tuo il gesto di averla pensata ed esposta.
Ti saluto cordialmente
Giancarlo
giancabyte@fastdigitel.com

Sergio ha detto...

Ciao Giancarlo,
perdona il ritardo nel riponderti.

Mi fa molto piacere che ti sia piaciuta la mia analisi, ho raccolto le informazioni diponibili tentando di fare un collage coerente della realtà attuale e quello che potrebbe essere il futuro.
Io sono pessimista, ma sia mai che invece è l'anticamera di un'epoca meravigliosa!
Come giustamente dici tu citando Gaber, questo nonostante le apparenze è un medioevo e forse gli storici del futuro lo descriveranno così. Questo allora significherebbe che finisce un epoca buia per una più luminosa!
Pensa alla conoscenza tecnologica acquisita in questi anni unita ad un ritorno alla vita in armonia col pianeta e la fine delle follie della gobalizzazione e del consumismo!
Forse sarà anche il ritorno ad una "umanità" delle persone accecate dal benessere materiale.
Probabilmente assisteremo anche ad un boom religioso.

Quello che mi preoccupa adesso è la fase di "assestamento" della situazione.
Come verrà accolta la notizia di questa svolta epocla nella popolazione(perchè primo o poi dovranno dirlo)?
Avremo ondate di affamati? ci saranno guerre per il petrolio?

Staremo a vedere, e speriamo bene..

Giancarlo58 ha detto...

Vivo più o menno i tuoi dubbi e nutro le tue stesse speranze.
Dubito però che le religioni possano salvare luomo riportandolo nel luogo che gli spetti.
Le religioni monoteiste , che raggruppano la maggior parte dei terrestri (almeno sulla carta), conservano nell'interno il pericolo della degenerazione nel fanatismo e comunque mettono l'uomo in una posizione di debolezza perchè nulla è di più solido di ciò che sta in piedi appoggiato alla certezza della conoscienza.
Il mistero dovrebbe occupare solo una parte (sia pur fondamentale ) dell'umano.
I piedi è meglio che appoggino per terra , daltronde il cervello non sa volare da solo senza farsi male per cui anche quando siamo su un'aereo, è meglio sapere dove si è in quel momento e avere la certezza che qualcuno sia ai comandi.
Se ci pensate bene oggi potremo dire che ... non si può vivere senza aerei o senza automobili.
In questo mondo sicuramente è vero ma ... a volte verrebbe quasi da pensare che potremmo teoricamente fare a meno dell'uno e dell'altro.
Oggi però non si può inventare "il mondo che non c'è". Fra non molto tempo però dovremo imparare per forza di cose a fare uso dell'energia in maniera più razionale ...
e questa è già una grande sfida che potrebbe essere l'inizio di una rivoluzione culturale che , con impegno di tutti e chissà '.... con un po di fortuna potrà regalare alle nuove generazioni un mondo molto migliore di questo.
...

Sergio ha detto...

Ciao Giancarlo,

anch'io ho i miei dubbi nelle religioni,più che altro sul versante "umano": per quanto ne sò, non esiste religione che insegni l'odio e la violenza ed anzi seguendo i loro insegnamenti vivremmo davvero in un mondo di pace. Purtroppo il problema è il fanatismo che nasce laddove c'è odio e sofferenza, come gli "estremisti islamici": l'Islam non è improntato all'odio. Ma quando c'è la fame e la paura è difficile essere buoni.


Si, presto dovremo affrontare una sfida di quelle toste: non solo imparare a razionalizzare l'energia ma anche a rivedere l'intero concetto di benessere (molti da anni vorrebbero slegarlo dal PIL). L'umanità si adatterà al cambiamento, non scompariremo.. sperò però che avvenga nel modo più indolore possibile.

PS: riguardo la tua riflessione sulla necessità di auto ed aerei, me lo sono chiesto anch'io se davvero c'era tutto questo bisogno di trasporto privato.
In fondo se ci pensi, noi italiani abbiamo tutto a portata di mano: monti, laghi mari..
Abbiamo costruito ovunque (come un cancro?) deturpando il paesaggio e l'ambiente per non parlare dei campi coltivabili che abbiamo sacrificato e che a breve rimpiangeremo.
Quello che una volta avevamo sottocasa c'è stato tolto e quindi siamo costretti a prendere l'auto per cercare più in là.
Io sono Ligure, la mia città aveva le spiagge balneabili negli anni '40. Ora nemmeno esistono più, così sono costretto a spostarmi a Savona ed oltre per fare il bagno in un mare pulito.

Sarebbe questo il progresso?

Giancarlo58 ha detto...

Ciao Sergio
Sono da poco tornato dal Portogallo
e ora ti farò sorridere anche se non proprio di gusto e a crepapelle.
Sono andato in Portogallo a portare materia prima per l'industria automobilistica (polimero), ad una ditta che produce parti di auto per varie marche. E' il mestiere che mi permette di sopravvivere.
Hai capito bene, SOPRAVVIVERE!
Molti per sopravvivere sono schiavi di un sistema che non ha un capo che lo governa.
Sempre riprendendo G.Gaber , in una canzone degli anni '70 parlava di UN INGRANAGGIO.
Lo definiva un mostro che macina le cose e macina la gente, svuotandola di valori.
Direi che dopo oltre 30 anni il testo di questa canzone sia più valido oggi e suona quasi come un monito per tutti in generale.
Pensa che il polimero viene prodotto in tutta Europa ma per delle "ragioni" macchiavelliche legate ai complessi meccanismi degli accordi commerciali internazionali, ce lo scambiamo pagandolo il doppio di quello che costerebbe se ogni nazione se lo facesse in casa.
"Naturalmente" questa operazione NON è l'unica della serie , per cui ci ritreoviamo tutti ad avere in tasca dei soldi (sempre di meno), mentre i grandi speculatori (petrrolieri e bancari) si arricchiscono (sempre di più).
Questo mondo ha trovato oggi in questi ed altri scambi il modo (direi piuttosto fumoso e per nulla sicuro ed efficace) per distribuire le energie a se stesso e quindi agli uomini.
Peccato però che la corruzione ci stia riportando alle soglie di un film già visto ... (la depressione del 1929)che inevitabilmente ci riporterà alla guerra.
Non si sa se sarà combattuta o se saremo tutti a subirla...
... forse non saranno sempre le bombe ...
la linea che purtroppo si riesce ad intravedere , è quella.
... ... ...
E' vero quello che hai detto sulla religione e i suoi princìpi.

Non riesco però ad intravvedere in maniera abbastanza chiara, come ciò possa raggiungere le alte sfere delle ambizioni di una umanità che sta toccando il fondo e che è patologicamente votata a raggiungere obiettivi effimeri e fini a se stessi.
Il pensiero poi , è in stato di coma profondo , tanto che fa più notizia il matrimonio di un calciatore milionario piuttosto che 80000 persone in una piazza che cercano spiegazioni e risposte a problemi molto più concreti e vitali.
Ripensare il mondo?...
Altra canzone di G.Gaber : UN'IDEA.
Diceva /cantava Gaber : Un concetto o un'idea finchè resta un'idea è soltanto un'astrazione.
E' cambiare davvero, è cambiarsi di dentro che è un'altra cosa.

La frase potrebbe sembrar banale ma...
è proprio quì che casca l'asino
(questo lo diceva spesso il mitico TOTO')
...