lunedì 28 luglio 2008

Ma allora di cosa possiamo parlare?



Mi riferisco ai giornali ed alle Tv di questo sciagurato Paese.
Visto che voi media del "Big Stream" avete la bocca tappata riguardo qualsiasi argomento serio, perché non istituite un prontuario per il povero cittadino, dal titolo "Di cosa possiamo parlare"?
Tanto vista la vostra libertà non basterebbe molto, anche una tesserina tipo discount.
Almeno uno comprerebbe un giornale con il cuore in pace, sapendo che tutto ciò che non compare, è importante.

Dunque, facciamo il punto della situazione:
  • La politica è una schifezza totale e non mi basterebbe un Terabyte di spazio per descriverla tutta, idem per l'industria (naturalmente escludo gli imprenditori onesti che comunque ci sono e che in quanto tali rischiano più di tutti).
  • L'Italia non scamperà alla recessione, e forse ci resterà secca.

  • Per questo autunno se non prima c'è da aspettarsi un '29 globale, una Depressione con la D maiuscola

  • La crisi energetica inizierà a breve, prima col petrolio e poi col gas. Forse torneremo al carbone(!) come cento anni fa. Solo che siamo 4-5 miliardi di persone in più. Come faremo a mangiare tutti?
  • Le banche di tutto il mondo si sono beccate il virus dei subprime a causa della loro ingordigia: più sono "grasse" e più rischiano di lasciarci le penne. Dovremo aspettarci anche da noi le bank-run americane, con migliaia(milioni) di correntisti in coda per ritirare i risparmi dalle banche in fallimento.

  • La bolla derivati è la prossima bomba che esploderà: se il casino attuale è dovuto ai subprime, ci sarà da ridere.

  • Le industrie, quelle nostrane più delle altre, sono pesantemente indebitate: se ne deduce che se soffrono le banche loro muoiono.

  • Il mercato dell'auto ha iniziato da qualche mese il suo inesorabile declino.

  • La Coop ha perso il 43%(!!) degli utili perché la gente non riesce più a comprare niente.

  • Sempre più persone si coltivano le verdure sui poggioli, per risparmiare sul caro-viveri.

Questo è ciò che al momento mi viene in mente, ma naturalmente c'è molto, troppo, di più.
Quindi i nostri Media che fanno?
Facile: non ne parlano!
Si concentrano sull'ovvio, lo scontato, l'inutile.

Vi conosco cari furbetti di giornali e Tg: voi sapete, ma non potete parlare sino a quando la notizia ormai sarà diventato ovvio quotidiano.
Avete in questi giorni l'occasione per redimervi, dando questa notizia ma so già che non lo farete.

Picco di Hubbert? Potevate accennarlo magari già due anni fa, iniziare a mettere la gente in guardia ma figuriamoci: proni a 90° come siete con il potente di turno forse il giorno che il petrolio costerà 20€ al litro ve ne uscirete con patetici articoli di pseudo approfondimento (o meglio, getterete sabbia negli occhi) del tipo "Crisi energetica e prezzi folli: la colpa non è degli speculatori".

Credo che concorderete con me se dico che i problemi che ho elencato sono ben più importanti che l'elezione dell'ultima Velina, la liposuzione della Pierelli o del gossip su quella opportunista della Carla Bruni (vorrei conoscere qualcuno a cui freghi qualcosa di lei, vi prego.. uno solo!).
Qualcuno potrebbe obiettare che non si può parlare solo di catastrofi, al che replicherei che è finita l'epoca in cui potevamo girarci dall'altra parte: farlo adesso e come vedere la propria casa in fiamme ed invece di spegnere l'incendio girarsi verso il fiume esclamando "si vabbè.. ma l'acqua per spegnerlo c'è".

Bisognerebbe agire subito ma ormai siamo tutti girati verso il fiume,
o peggio ancora verso il negozio con l'I-Phone in vetrina.

giovedì 17 luglio 2008

La vera essenza del Belpaese



Bello fuori, marcio dentro.. la metafora perfetta dell'Italia.
Mi riferisco allo scandalo dei formaggi avariati.

Domenico Russo e Riccardo Crotti

Ricordate questi due nomi.

Due esseri umani che pur di guadagnare soldi erano disposti a far mangiare merda a centinaia di migliaia di persone: i veri pezzari sono gente come questa, privi di scrupoli quando si tratta di guadagnare qualche spicciolo; c'è più dignità nel dito mignolo di un pover'uomo senza soldi che in gente di quella risma.

Per chi non conoscesse la rivoltante vicenda, riassumo brevemente: la GdF ferma nel 2006 un camion appartenente ad una ditta casearia di proprietà di Domenico Russo, dentro trovano un carico di formaggi scaduti da decenni.
Insospettiti, i finanzieri mettono sotto controllo Russo e fanno una scoperta disgustosa: la sua ditta ritirava i formaggi scaduti o scartati dalla lavorazione da varie industrie casearie, come la Galbani, e dopo averli "ripuliti" li rivendevano alle industrie di mezza Europa, Galbani (consenziente) inclusa!
Nei formaggi di Russo la GdF ha trovato di tutto: muffa, sottilette scadute nel 1980, vermi ed escrementi di topo, ma anche plastica tritata, pezzi di ferro ed inchiostro.
Questa foto di Repubblica vi dà l'idea di ciò che abbiamo mangiato inconsapevolmente:


Nauseati? Anch'io.
Naturalmente, le aziende che trattano prodotti alimentari sono controllati dalle ASL, che non permetterebbero mai una cosa simile.
Naturalmente Russo aveva corrotto il direttore della ASL locale, Riccardo Crotti, per fare in modo che dai controlli periodici non uscisse fuori qualcosa di.. marcio.

Ecco, queste due persone dovrebbero comparire ogni sera 10 minuti al telegiornale, per chiedere scusa al popolo italiano ed europeo per quello che hanno fatto, inseme a qualche rappresentante della Galbani.
Ma naturalmente è chiedere troppo: quel viscidume che controlla le televisioni ritiene che questa notizia non sia di interesse pubblico, servile e meschino com'è non può che parlare di paccottiglia varia, Zebrallo docet.

Mi riallaccio quindi al titolo: come il Belpaese della Galbani, buono ed invitante è ripieno di vermi, rifiuti, marcio e muffa, lo è pure il Belpaese Italia.
Questa gente sta tirando davvero troppo la corda.
Purtroppo per noi gente qualunque l'uragano subprime mondiale spazzerà via la catapecchia Italia; l'unico lato positivo sarà che quando avverrà prevedo una pioggia di sassate per tutto quel marcio che ha condotto questo Paese alla morte.

Ai vari Domenici Russo d'Italia un consiglio: compratevi un bel paio di scarpe da corsa, ne avrete bisogno.
Quando il popolo s'incazza, i capri espiatori devono saltare fuori.

Fonte: Repubblica.it

martedì 15 luglio 2008

Una ventata di ottimismo



I precedenti post sugli scenari mondiali sono di un pessimismo cupo, troppo cupo anche per me.
Perciò voglio dedicare questo post ad un'invenzione ingegnosa e veramente futuristica che se anche non riuscisse a risolvere il deficit energetico, trasformerebbe il picco del petrolio in una discesina di pianura: il Kite-Gen.

Noi italiani si sa, siamo persone che si sanno arrangiare con quello che hanno e mentre gli americani spendevano fior di denaro per creare il motore ad idrogetto per viaggiare nei bassi fondali, i nostri pescatori proteggevano dagli scogli le eliche dei loro gozzi con una semplice intelaiatura di legno.

Quindi, mentre altrove si studiano centrali a fusione nucleare, pronte tra 20/30 anni , Massimo Ippolito del Politecnico di Torino se n'è uscito con un'idea che permetterebbe di produrre molto, con poco.

Il Kite-Gen è l'oggetto in questione.

Come funziona?

A terra, o meglio ancora in mare dove c'è molto vento, viene posto un anello rotante di diametro variabile (un anello di 25Km installabile in mare fornirebbe 60GW di elettricità!) in pratica una grossa dinamo. Questo generatore viene messo in rotazione da una serie di aquiloni ad alta quota (troposfera) ancorati alla parte mobile per mezzo di cavi sofisticati. Il vento presente in maniera costante in alta quota manterrebbe in continua rotazione l'anello generando elettricità in modo totalmente ecologico.
Per quanto possa essere in grado di descriverlo, un immagine vale più di mille parole:



Gli aquiloni naturalmente non sarebbero quelli della Standa, ma evoluti profili alari: il cavo di ancoraggio è percorso da un fascio di fibre ottiche che trasporta le informazioni di posizione dalle centraline degli "aquiloni" alla base; qui il sistema di controllo automatico elabora i dati ricevuti da ogni singolo aquilone per riorientarlo nella maniera migliore.

Un sistema geniale, semplice nell'intuizione anche se piuttosto complesso da realizzare.

L'estate scorsa è stato provato un prototipo che ha fornito dati soddisfacenti in linea con le simulazioni.

Quest'anno l'ENAC (Enta Nazionale Aviazione Civile) ha delimitato uno spazio aereo sul luogo di test del Kite-Gen, chiamato KSU1.
Le cose si fanno interessanti.

Restiamo in attesa di ulteriori sviluppi, e speriamo che l'Unione Europea (allo Stato Italiano nemmeno ci penso) ritenga opportuno investire in questo sistema, che potrebbe essere messo in funzione nella prima parte della discesa del picco petrolifero, appena in tempo.

Un plauso è d'obbligo per questi ricercatori, che scelgono di restare qui nel nostro Paese per fare ricerche, quando altrove potrebbero farlo con più fondi, meno scetticismo e meno idiozia politica(vedi il nucleare "pulito" bipartisan.

lunedì 7 luglio 2008

Verso la catastrofe, con ottimismo



Titolo il post con la frase preferita del buon Grillo.
Vado subito al sodo, senza tanti preamboli:
Questa civiltà ha chiuso.
Le cose cambieranno, se in bene o in male lo decideremo con le nostre mani

Perché dico questo? Sono forse impazzito? Non credo.
Andiamo con ordine.

Con i miei post precedenti (link1 e link2) avevo già fatto un riassunto della scena mondiale. Invito a leggerli per poi proseguire con la lettura di questo post.

Come molti sapranno, esiste un modello matematico che predice in modo preciso l'andamento dei prezzi del petrolio negli anni: mi riferisco al modello di Hubbert.
Detto in due parole (ma consiglio di leggere il link a wikipedia dove è descritto in maniera dettagliata) la disponibilità del petrolio segue un andamento a campana: si parte da zero, ovvero l'inizio dell'era del petrolio, si arriva al culmine delle attività estrattive, il famoso picco, per poi iniziare una fase di discesa delle estrazioni più o meno ripida.

Quindi attenzione: non viene predetta la fine del petrolio, probabilmente ce n'è ancora per anni ed anni, ma bensì la fine della convenienza dell'estrazione, ovvero quando il prezzo di estrazione supererà il guadagno del greggio estratto.

Con tale modello egli predisse nel 1956 la crisi petrolifera che si sarebbe verificata 20 anni dopo con agghiacciante precisione.

Eppure siamo ancora qui con le auto a benzina, Hubbert s'è sbagliato!
Direte voi.

Le cose non stanno esattamente così e spiego perché: Hubbert calcolò il picco usando come riferimento le attività estrattive sul suolo americano (USA). Difatti da allora l'attività estrattiva del continente è solo nominale.

Veniamo a noi uomini del XXI° secolo.
Questo è il grafico della situazione attuale e futura:



come noterete ci stiamo avvicinando al picco molto rapidamente: dal 2010 in poi sarà tutta discesa.
Per alcuni invece il picco è stato raggiunto l'anno scorso..

Ma i petrolieri dicono che ne avremo per altri 40 anni e passa!
Obietterete.

Appunto: "i petrolieri" - "dicono".

I dati sono gonfiati, da anni.
Le Sette Sorelle hanno perfino corrotto le agenzie ambientaliste (manca link) per falsare i dati sul riscaldamento globale.

Che interesse avrebbero a dire che la loro egemonia sul trasporto, le industrie, l'agricoltura, i governi e qualsiasi macchina necessiti di benzina sta per finire?

Ammettendo anche la loro buonafede nelle statistiche, probabilmente si sono "dimenticati" di aggiornare le stime della crescita annua di richiesta del greggio con i dati dei paesi emergenti come Cina ed India che ora sono affamati di petrolio.
Il periodo incerto che stiamo vivendo ahimè è solo l'anteprima.

Ma allora che succederà quando saremo in piena crisi?

Non è difficile immaginarlo: improvvisamente tutto costerà carissimo, i trasporti si fermeranno. L'automobile come la conosciamo finirà nei libri di storia insieme alla globalizzazione ed al consumismo.

Cosa verrà dopo?

Non lo so.
Potrebbe essere un periodo terribile come il più bello dei doni della Terra, ma dipende esclusivamente da noi.
Molto dipende anche a come verrà gestita la fase di discesa: un crollo verticale avrebbe effetti catastrofici con masse di persone ridotte alla fame mentre una discesa dolce ci darebbe tutto il tempo per disabituarci al petrolio e a scivolare dolcemente nelle energie alternative.

Ci abitueremo al cambiamento che volenti o nolenti saremo costretti ad affrontare?

Tutto sommato credo di si, del resto l'uomo nella Storia si è rivelato nonostante le apparenze, con la pellaccia dura.

Fonte Grafico: ASPO Italia

giovedì 3 luglio 2008

La tempesta invisibile



C'è talmente tanto marasma in giro che non so davvero di cosa parlare, sembra che gli avvenimenti ultimamente facciano a gara per il titolo di peggiore.
A questo punto, conviene una visione dall'alto: prendiamo un razzo e saliamo sempre più su, solleviamoci dalla nostra città, dal nostro Paese su su oltre le nubi sino a vedere il globo terracqueo nella sua interezza.

Ruota pacifico nell'oscurità dello spazio, non si direbbe che nubi e lampi di una tempesta invisibile lo stanno sconquassando come ad avvisarlo dell'arrivo di qualcosa di sconvolgente.
Perché invisibile?

Perché è una tempesta che non è scatenata da cataclismi naturali ma dall'avidità e dall'ingordigia umana: sto parlando dell'economia.

In questo post dell'anno passato del quale un po mi sentivo in colpa per l'eccessivo pessimismo direi oggi di averci azzeccato.
Partiamo allora proprio dal "continente contrappeso": gli USA da novembre(data del post) ad oggi non hanno fatto altro che peggiorare, con il dollaro in caduta libera e la contrazione del "mercato del debito".
La bolla immobiliare americana è esplosa non con un plop, ma con un enorme BANG! Le case vengono date via col 2x1 mentre i pignoramenti aumentano in maniera esponenziale.
L'industria automobilistica è in crisi con cali delle vendite del 28% (GMC) ed impossibilitata a vendere con i finanziamenti a causa delle banche che dovrebbero erogare i prestiti esposte a rischio fallimento.

La Federal Reserve adesso deve risolvere un dilemma mica da ridere, ovvero deve decidere come comportarsi riguardo ai tassi di interesse, oggi al 2%: o vengono alzati per stabilizzare la moneta, ed allora gli Usa si troveranno con un piede sopra un immenso baratro finanziario, economico e sociale oppure vengono mantenuti bassi, con la certezza di un forte deprezzamento del dollaro.

Essendo il dollaro la moneta di scambio del pianeta (es: petroldollari)ormai dalla fine della seconda Guerra Mondiale, i mercati globali si troveranno a breve, se non già oggi, a fare i conti con una valuta fortemente penalizzante.

Non si sa come il mercato reagirà.

A livello commerciale, ci saranno cambiamenti radicali: le esportazioni verso gli USA caleranno drasticamente a causa del suddetto dollaro deprezzato (le stime danno il dollaro a 1.75 contro 1€ verso la fine dell'anno) indebolendo le economie degli altri Paesi. Il prezzo del petrolio, che proprio ieri ha raggiunto i 145€ al barile darà il colpo di grazia.

Sempre il caro-petrolio ucciderà per asfissia o meglio, per disidratazione, la tanto amata-odiata globalizzazione: i prezzi di trasporto vanificheranno i vantaggi della delocalizzazione delle imprese , quindi addio alle follie dell'economia piegata a se stessa e non ai bisogni dell'uomo: mi riferisco a quegli stratagemmi contrari al buonsenso che per abbassare i prezzi di un prodotto lo producono in Europa, lo lavorano in Cina, lo inscatolano in Brasile e lo riportano indietro (è un esempio inventato, ma molto vicino alla realtà).

Torneremo a produrci da noi le nostre merci.

Se tutto continua su questa via, anche l'Europa non se le passerà bene: ci sarà una netta divisione tra i paesi affaticati (recessione) e quelli che arrancano.
L'Italia, inevitabilmente finirà in recessione insieme ad altri paesi "periferici" dell'Unione, mentre altri paesi rallenteranno solamente. Questo sottoporrà l'Euro-moneta ad uno stiramento eccessivo con effetti imprevedibili.
Lo tsunami subprime intanto sta continuando la sua corsa ben oltre le "coste" dell'Europa: Trichet dalla BCE rialzerà a breve i tassi degli interessi di altri 0.25 punti percentuali, ciò influirà negativamente sui consumi della massa e sull'aumento del numero di pignoramenti.
Le spese per cose futili si smorzeranno, per lasciare il posto a quelle per il cibo ed i bisogni primari.

Per concludere in bellezza, esiste la possibilità del colpo di grazia all'intero sistema economico-sociale del pianeta: l'attacco all'Iran, ipotesi ventilata dagli USA ed Israele per questo mese o per Ottobre 2008.
L'Iran è il 4° in ordine di importanza tra i paesi fornitori di petrolio: è facile prevedere cosa succederà al prezzo del petrolio per via delle speculazioni finanziarie e delle scelte politiche Iraniane (quasi certamente chiuderebbe i rubinetti delle esportazioni di greggio): i prezzi leviterebbero a 300 o persino 400 dollari al barile. A quel punto sarebbe il tracollo di tutto il sistema mondiale.

A questo punto, siccome mi piace lavorare di fantasia, ipotizzo quello che potrebbe venire dopo.
Attenzione, da qui in poi non esistono dati reali: sono mie speculazioni molto pessimistiche e spero di sbagliarmi.

Tutto la teoria si basa sul perdurare delle condizioni economiche negative e del prezzo del greggio alle stelle.
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Il primo, evidentissimo effetto del prezzo del greggio sarà il panico per accaparrarsi la benzina con l'assalto ai distributori come accade durante gli scioperi dei benzinai.
Gli Stati vareranno misure di emergenza e razionamento dirottando il poco greggio rimasto per il mantenimento dei servizi basilari quali centrali termoelettriche e servizi di riscaldamento.
Mera illusione: i prezzi diventeranno immediatamente esorbitanti per la legge della domanda e dell'offerta, compariranno sempre più biciclette: la gente stremata dal caro vita o peggio strangolata dai mutui, sarà costretta ad abbandonare l'auto per strada o tenterà di rivenderla. In una situazione simile un'auto varrebbe poco più di niente essendo praticamente inutilizzabile. I trasporti aerei saranno un ricordo del passato

I prezzi di elettricità e riscaldamento raggiungeranno picchi elevatissimi. I più poveri non avranno di che riscaldarsi. L'economia del pianeta è morta: fabbriche di beni secondari (auto, hi-tech e simili) chiuderanno i battenti. Centri commerciali e super/ipermercati non avranno più motivo di esistere: quelli fuori dalle città diventeranno cattedrali nel deserto, dei ricoveri per i numerosi senzatetto che seguiranno la massificata disoccupazione e l'esplosione incontrollata dei pignoramenti.

Gli Stati cercheranno di garantire l'ordine con esercito e polizia.

Il totale deprezzamento dei beni importanti come le case (a seguito dell'implosione del mercato immobiliare) e le auto (per i motivi sopra citati) lascerà le banche con beni materiali di valori bassissimi a risarcimento(pignoramento) dei numerosi presti insoluti dei clienti e falliranno rapidamente. I soldi dei loro correntisti non esisteranno più.

Sarà il ritorno totale all'autarchia: frutta carne e verdura la forniranno i contadini delle campagne circostanti, rinascerà l'industria del tessile ed il fai da te.
Il consumismo sarà una parola dimenticata.

La fame e la disperazione renderà aggressiva una buona fetta di popolazione: ci saranno scontri violenti per conquistare un po di cibo. I suicidi aumenteranno di numero.

Sarà una fase di durata indefinita, passata la quale si potrà vedere lo spiraglio di una luce di un nuovo assetto finanziario. Il petrolio probabilmente tornerà a valori bassissimi o meglio ancora sarà abbandonato in virtù di nuove fonti di energia.
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Catastrofista o troppo ottimista?
Basteranno 6 mesi per saperlo.


Fonti:

Effedieffe1
Effedieffe2
Europe2020